di Stefano Pezzola
Oggi iniziamo ad analizzare la seconda tranche di documenti rilasciati da Pfizer a seguito dispositivo del giudice federale Mark Pittman della Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale del Texas del 2 febbraio 2022, che ha obbligato la Food & Drug Administration (FDA) a rendere pubblica tutta la documentazione predisposta dal produttore del farmaco Comirnaty in occasione della presentazione della richiesta di autorizzazione alla commercializzazione.
I documenti come già anticipato sono stati e saranno divulgati seguendo il seguente calendario:
10.000 pagine entro il 1° marzo 2022;
10.000 pagine entro il 1° aprile 2022;
80.000 pagine entro il 2 maggio, il 1 giugno e il 1° luglio 2022;
80.000 pagine entro il 1° giugno 2022;
80.000 pagine entro il 1° luglio 2022;
70.000 pagine da entro il 1° agosto 2022;
a seguire 55.000 pagine al mese, entro il primo giorno lavorativo di ogni mese successivo, fino al completamento del rilascio dei documenti.
Il 1° aprile quindi sono state pubblicate altre 10 mila pagine e al seguente link (Documento Pfizer 5.3.6 del 30 aprile 2022) è possibile scaricare in formato pdf un documento dal titolo “5.3.6 CUMULATIVE ANALYSIS OF POST-AUTHORIZATION ADVERSE EVENT REPORTS OF PF-07302048 (BNT162B2)”.
Tutti i documenti pubblicati sono invece scaricabili al seguente indirizzo:
https://phmpt.org/pfizers-document/
A pag. 9) dell’allegato documento viene riportata la seguente tabella di riepilogo:
Se da una parte viene confermata una mancanza di informazioni sulla “efficacia della vaccinazione“, dall’altra si può apprendere della mancanza di informazioni per quanto concerne le donne in gravidanza e in allattamento ed i bambini sotto i 12 anni di età.
L’anafilassi, una reazione allergica, è già identificata come un “rischio importante“.
Sono evidenziate nero su bianco preoccupazioni per la sicurezza in merito a reazioni avverse associate al vaccino, comprese le malattie respiratorie.
E ciò potrebbe indicare una maggiore suscettibilità ad altri agenti patogeni da parte dei vaccinati..
Un indebolimento insomma del sistema immunitario a causa della vaccinazione.
Invito a leggere con attenzione il seguente scheda pubblicato da Pfizer e presentato presso la Food & Drug Administration all’interno dello stesso documento.
Le ipotesi sino ad oggi identificate come “complottiste” di chi affermava che rispetto ai non vaccinati, c’è una maggiore probabilità di infezione nei vaccinati con 1, 2 o 3 dosi e che addirittura con 2 dosi la probabilità di finire in ospedale e morire è decisamente maggiore, da teorie diventano affermazioni contenute nei documenti ufficiali redatti da Pfizer.
Il sistema immunitario del vaccinato con ciclo primario risulta nella sua efficacia ridotto del 50%.
Dati sconvolgenti magari per taluni, effetti avversi da cui i veri scienziati hanno messo in guardia da molto tempo.
Il dato di fatto è che oggi risulta ben chiaro quanto segue:
– Il farmaco mRNA perde la sua efficacia – tutta ancora da dimostrare – molto rapidamente;
– Una volta che l’efficacia diminuisce, viene rilevato che il sistema immunitario naturale è danneggiato;
– Il farmaco mRNA non protegge i vaccinati dall’infezione, dal ricovero in ospedale e dal decesso e i numeri degli ultimi mesi forniti dall’Istituto Superiore della Sanità confermano purtroppo tutto ciò.
Siamo di fronte alla cosiddetta V-AIDS, una sindrome da immunodeficienza acquisita da vaccino, già anticipato oltre un anno fa dal prof. Luc Montagnier.
Del resto l’epidemiologo Donato Greco, uno degli esperti che ne hanno fato parte del Comitato Tecnico Scientifico del nostro Paese (CTS) ha affermato che “l’errore più grande del Cts è stato non aver prodotto comunicazione. Si è dato spazio a una serie di virologi autonominati che l’hanno gestita”, stilando poi a Radio 1 una personale classifica delle virostar nazionale che invito il lettore curioso ad andare a reperire in rete.
Spassosa davvero.