Ieri sera al Circolo Aurora di Arezzo, l’attore, regista e scrittore Paolo Ruffini ha presentato il suo nuovo libro, “Benito, Presente!”, un’opera che affronta la figura di Benito Mussolini in modo del tutto inedito. La sala gremita ha accolto con grande interesse la presentazione, seguita da un dibattito animato sui temi trattati nel libro.
Un viaggio nel tempo tra storia e riflessione
Il romanzo di Ruffini racconta la storia di un professore antifascista, docente di storia e filosofia, che a seguito di un evento inspiegabile si ritrova nel 1890 come maestro elementare di un giovanissimo Benito Mussolini. Qui si trova di fronte a un dilemma: se avesse la possibilità di cambiare il corso della storia, cosa farebbe? Il suo collega propone di eliminare il futuro dittatore, mentre lui sceglie una strada diversa: educarlo e provare a modificare il destino.
L’ispirazione dietro l’opera
Ruffini ha raccontato come l’idea del libro sia nata dalle sue interviste ai bambini, attraverso il format “Il Babysitter”, in cui dialoga con i più piccoli sui temi della vita e della società. “Non ho mai visto un bambino brutto o sbagliato,” ha dichiarato l’autore, sottolineando la sua convinzione che ogni individuo possa essere influenzato dall’educazione e dall’ambiente in cui cresce.
Un confronto con il presente
Durante l’incontro, Ruffini ha anche discusso il rischio del revisionismo storico e la pericolosità delle frasi come “Mussolini ha fatto anche cose buone”. A riguardo, ha espresso il suo punto di vista con ironia e profondità: “Provo tenerezza per chi dice certe cose, perché spesso chi fa queste affermazioni non conosce davvero la storia. Oggi abbiamo più cultura, ma la stessa ignoranza: se alla cultura non si accompagna l’intelligenza, non si va avanti”.
L’importanza del dialogo
L’autore ha evidenziato il valore della conversazione e del confronto, sia con i bambini che con gli anziani, grazie ai suoi format come “Il Badante”, in cui interagisce con persone più grandi per raccogliere memorie e storie di vita. “Parlare con chi ha vissuto quel periodo ci permette di capire meglio la nostra storia e di non dare per scontata la libertà che abbiamo oggi,” ha concluso.
L’incontro si è chiuso con un caloroso applauso e con la promessa di Ruffini di continuare a raccontare la storia con leggerezza e profondità, offrendo spunti di riflessione che possano aiutare a comprendere meglio il passato e il presente.