Immaginate di avere un locale ad Arezzo. C’è la Città del Natale e il centro è così zeppo di turisti che nemmeno i funerali di Papa Giovanni Paolo II a Roma. Ad un tratto, all’ora di punta, quando lavorereste di più, arriva il buio. Nel vostro ristorante va via la luce. E non torna. Avete la sala piena di persone che vi guardano. Alcune hanno prenotato da mesi per pranzare lì quel giorno. Ma voi non potete più servirgli nemmeno il pan con l’olio.
Quindi provate a chiamare l’Enel. Anche perché notate che il vostro non è l’unico esercizio colpito da un improvviso e inspiegabile black out nella zona. E da un tecnico vi sentite rispondere: “Che vuole che sia signora se rimane senza luce per un po’”.
Non è immaginazione. Non è uno scherzo. E’ la storia che ha condiviso una ristoratrice con ArezzoWeb Informa, raccontando alcuni momenti del black out che ha fatto mancare la corrente ad un intero isolato del centro, fra via de Cenci e via de Redi.
“Non è bello sentirsi rispondere una cosa del genere da un tecnico Enel in un momento di profondo disagio come quello – ha detto la signora -. Ma non è finita qui. Mi sono sentita rifilare che se stava succedendo era perché un locale in zona consumava troppo.
Se succede al mio di locale, si stacca il mio di contatore. Non va giù la luce a un intero isolato. Piuttosto poteva rispondere che forse, nella foga di rendere questa città la più luminosa d’Italia per Natale, abbiamo sovraccaricato le cabine. Perché la città evidentemente non regge. Basta vedere anche cosa è successo con la rete wireless. Con qualcosa come 70.000 persone collegate su internet le cabine non ce la fanno”.
Ma la signora non vuole che si fraintendano le sue parole, o che si pensi che ha un parere negativo sulla Città del Natale. “Intendiamoci. Arezzo ha fatto una cosa bellissima quest’anno. Ne parlano in tutta Italia. I mercatini della Città del Natale sono giudicati i più belli del centro Italia. E’ un gran vanto. Però non si possono sempre fare le nozze coi fichi secchi. Se facciamo le cose in grande bisogna fare anche le cose per bene. La pubblicità ha funzionato. Ora va organizzata la città a ricevere quel flusso di persone”.
“Non possiamo sentirci dire, come qualcuno ha fatto, che non ci si aspettava venisse tutta quella gente. E’ dal 15 di settembre che si martella con la Città del Natale. Non si può farlo a manetta e poi ‘sperare’ che arrivi meno gente. Bisogna invece essere predisposti al fatto che ci sarà un sovraccarico di gente allucinante ad Arezzo. E organizzarsi. Su tutti i fronti”.
“O chi di dovere fa in modo che un black out del genere non risucceda – ha concluso la signora – e quindi verifica accuratamente qual è il problema, eventualmente, se ce n’è bisogno, potenziando la capacità energetica, altrimenti, se ricapita come nel weekend dell’Immacolata, Arezzo fa la serrata. Lo abbiamo sottoscritto nella lettera. Significa che nel bel mezzo di una giornata a pieno ritmo lavorativo chiudiamo tutte le attività. Dopo saranno problemi del Sindaco e di chi ha organizzato la Città del Natale”.